| Onorevoli Colleghi! - Il turismo, come noto,
rappresenta una delle maggiori risorse economiche per il
nostro Paese, fonte di entrate sicure per lo Stato ed in grado
di garantire occupazione stabile e qualificata. Alla esigenza
che proviene da parte degli operatori del settore di
diversificare ed arricchire l'offerta turistica, le
istituzioni pubbliche non sempre, per i vincoli legislativi
esistenti, sono in grado di fornire risposte adeguate e
coerenti con le finalità di sviluppo economico. Si ritiene,
perciò, che, nel rispetto dei vincoli paesaggistici ed
ambientali e delle norme della sicurezza, lo Stato debba
favorire il più proficuo utilizzo delle aree del demanio
marittimo e delle sue pertinenze, disponendo tali beni in
favore dei privati per la realizzazione di attività turistiche
e ricreative in grado di assicurare la redditività
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dell'impresa stessa e con essa lo sviluppo socio-economico
dell'area interessata.
Aspetto fondamentale della presente proposta di legge è la
possibilità di estendere fino a novantanove anni la durata
della concessione demaniale, per consentire alle imprese di
realizzare piani d'investimento adeguati. La determinazione di
periodi di concessione più brevi potrebbe risultare
pregiudizievole per gli investimenti di maggiore entità.
Si individuano, altresì, dettagliatamente le attività
economiche ammesse nelle aree demaniali affidate in
concessione, evitando quelle speculative a basso tenore di
occupazione.
Nella proposta di legge si intendono valorizzare i
rapporti con le istituzioni regionali e locali, alla luce
delle specifiche e crescenti funzioni ad esse assegnate anche
in materia di programmazione ed assetto del territorio.
Si prevede, altresì, una riduzione del canone di
concessione in presenza di interventi di pubblica utilità
correlati all'esecuzione di opere necessarie alla salvaguardia
e alla prevenzione dei rischi di pubbliche calamità o di
dissesti idrogeologici.
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