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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


60924
DDL5096-0002
Progetto di legge Camera n. 5096 - testo presentato - (DDL13-5096)
(suddiviso in 10 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C5096. TESTIPDL
...C5096.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC5096 ZZ13 ZZRL ZZPR
     Onorevoli Colleghi! - La prima proposta di legge per
  una Commissione d'inchiesta su "tangentopoli" fu presentata
  nel dicembre 1992 a prima firma onorevole Pecoraro Scanio e fu
  sottoscritta da decine di deputati.  Il 7 luglio 1993 la Camera
  dei deputati la approvò con 380 voti a favore, 4 astenuti e
  nessuno contrario.  Ma molti parlamentati e soprattutto
  esponenti dell'allora pentapartito bloccarono al Senato della
  Repubblica il provvedimento.  Lo scioglimento delle Camere
  annullò il lavoro svolto.
     Nel 1994 fu nuovamente presentata una proposta di legge in
  materia, anche questa volta a firma onorevole Pecoraro Scanio
  e con adesione di decine di altri deputati, ma non si riuscì
  nemmeno a calendarizzare il provvedimento.
     Anche nella XIII legislatura, il 13 maggio del 1996, fu
  ripresentata la proposta di legge n. 784 per l'istituzione di
  una Commissione di inchiesta sempre finalizzata a chiarire le
  vicende relative agli illeciti arricchimenti conseguiti da
  titolari di funzioni pubbliche e di cariche politiche.  In tale
  occasione si rinunciò a raccogliere ulteriori adesioni anche
  perché dopo pochi mesi intervennero sia la Commissione dei
  "saggi" anticorruzione e di seguito la Commissione speciale
  "anticorruzione" che con grande difficoltà ha comunque
  licenziato alcune importanti proposte.
     Solo in pieno 1998 sono state presentate proposte di legge
  in materia dal centro-destra, e Forza Italia a scoperto
  l'importanza della Commissione su "tangentopoli" che, dopo il
 
                               Pag. 2
 
  fallimento della Commissione parlamentare per le riforme
  costituzionali, diviene addirittura "condizione per riprendere
  il dialogo sulle riforme".  Una scoperta tardiva e palesemente
  strumentale, considerato che alcuni esponenti di Forza Italia
  precisano pubblicamente che la Commissione deve occuparsi più
  di come la magistratura ha indagato su tangentopoli piuttosto
  che del rapporto tra politici, pubbliche amministrazioni ed
  affari.  Si avrebbe quindi il seguente paradosso: a più di sei
  anni da quel 17 febbraio 1992, che dai  mass media  viene
  considerato la data di "mani pulite", il Parlamento avvierebbe
  con ritardo enorme un'inchiesta ma si occuperebbe, invece che
  della corruzione, del perché e del come la magistratura ha
  "osato" indagare sulla corruzione pubblica.
     Per non essere confusi con un'operazione palesemente
  strumentale il 7 luglio (esattamente cinque anni dopo
  l'approvazione della proposta diretta a istituire una vera
  Commissione sulla corruzione) si è deciso di ritirare la
  proposta di legge n. 784 del 13 maggio 1996 e ripresentarla,
  con alcune modifiche dirette a precisare i confini del potere
  di inchiesta in modo da evitare ogni distorsione, e in ultima
  analisi profili di incostituzionalità.
     I risultati del dibattito svolto alla Camera dei deputati
  sembrano aver chiarito che la Commissione dovrà accertare i
  rapporti tra politica ed affari, ma è essenziale che dalla
  stessa legge istitutiva emerga la continuità con il lavoro
  svolto dalla Commissione speciale "anticorruzione" e la chiara
  esclusione di iniziative lesive dell'indipendenza della
  magistratura.
     Il testo che si ripresenta contempla quindi due
  precisazioni rispetto alla proposta precedente.  Occorre in
  definitiva sottolineare come lo specifico intento dei
  firmatari della presente proposta di legge fin dal 1992 sia
  stato quello di accertare il meccanismo dell'illecito
  arricchimento e proporre strumenti che facilitano la confisca
  di tali profitti.  In sostanza si propone di dare minor spazio
  alle improbabili pene carcerarie e maggiore spazio alle
  sanzioni patrimoniali effettive, che sono quelle davvero
  temute dai corrotti.
     Giova ribadire che l'obiettivo dei presentatori della
  presente proposta di legge è quello di fare chiarezza sulla
  corruzione e non quello di utilizzare l'istituenda Commissione
  né per delegittimare tutti, né per formalizzare in modo
  surrettizio uno strumento che punti all'amnistia per i reati
  di "tangentopoli".
 
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