| Onorevoli Colleghi! - In Congo, Sud Africa, Gabon,
Venezuela, Bahamas, Guyana, Giordania, Kirghistan, Corea del
nord, Australia e Usa i ragazzi sono tenuti ad istruirsi
obbligatoriamente per dieci anni. Il limite sale a Gi anni nel
Suriname, in Azerbaidjan, Moldova, Israele, Kazakhistan,
Malesia, Sri Lanka, Olanda, Gran Bretagna, Nuova Zelanda. Si
attesta a e isole Barbados, nell'emirato del Baharein, e, per
l'Europa, in Germania e Belgio. In Europa, in fatto di durata
dell'istruzione obbligatoria, l'Italia è al livello soltanto
della Albania e della Macedonia. Tutti gli altri Paesi,
compresa la Grecia che non è entrata nell'Unione europea hanno
almeno l'obbligo di istruttoria a nove anni.
Appare pertanto inderogabile che anche nel nostro Paese si
giunga al varo della legge per l'innalzamento dell'obbligo di
istruzione da otto a dieci anni a decorrere dall'anno
scolastico 1999-2000.
Tale riforma non è più rinviabile, pena l'approfondirsi
del distacco del nostro Paese rispetto agli altri Paesi
europei, nonché l'accentuarsi sempre più preoccupante della
separazione tra scuola e società.
La proposta di legge che presentiamo fa propria questa
urgenza, proponendo l'elevazione dell'obbligo di istruzione
con le modalità del relativo assolvimento e la pari dignità
tra tutte le tipologie di preparazione conseguite.
Non possiamo vedere nell'elevazione dell'obbligo
l'occasione per una riforma su basi livellatrici dell'intera
scuola media superiore, o almeno dei suoi primi due anni.
L'elevazione di altri due anni della scuola dell'obbligo non
può e non deve costituire il pretesto per l'individuazione di
un nuovo biennio a carattere marcatamente unitario, giacché
equivarrebbe solo a procrastinare la dequalificazione dei
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licenziati della attuale scuola media e metterebbe il
sedicenne "scolarizzato" del futuro nella condizione di
disporre di una formazione generale o, a seconda dei casi,
generica, che lo renderebbe atto solo a proseguire gli studi o
ad accettare un lavoro dequalificato.
Il prolungamento della scuola dell'obbligo dovrà, invece,
favorire una più armonica formazione della personalità
dell'alunno, per permettere a tutti l'acquisizione di una
solida cultura di base e consentire a ciascuno il migliore
sviluppo delle innate capacità e abilità.
La presente proposta di legge prevede, pertanto, un
biennio diversificato: i normali bienni propedeutici agli
studi della scuola media superiore ed un biennio "scuola
superiore del lavoro" che consente ai giovani scelte
responsabili e consapevoli oltreché congeniali alle proprie
attitudini e capacità per l'inserimento nel mondo
lavorativo.
La scuola superiore del lavoro dovrà rappresentare una
struttura integrati va tra lo studio e le esperienze di
apprendistato lavorativo, e questo in una fase storica in cui
il problema della disoccupazione giovanile ha assunto
dimensioni ed aspetti drammatici. La flessibilità degli orari
e dei programmi consentirà di ancorare questo tipo di scuola
al territorio e alle sue tradizioni professionali e
artigianali, privilegiando sia la ripresa di alcune attività
che rappresentano il patrimonio più genuino di civiltà della
provincia italiana, sia lo sviluppo delle nuove
professionalità.
Oggi il mercato del lavoro richiede figure professionali
specifiche e personale in grado di gestire contemporaneamente
più risorse. La formazione professionale è diventata un mezzo
importantissimo per avvicinarsi più rapidamente al mondo del
lavoro e delle grandi aziende.
La presente proposta di legge, pensata nella logica
dell'interesse generale, ci sembra insieme una risposta ai
problemi dei giovani e della società nel suo complesso, della
produttività, del mercato nazionale ed europeo.
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