| Onorevoli Colleghi! - Il continuo sviluppo e
l'evoluzione dell'attività telematiche, in particolare di
INTERNET, segnano un punto di svolta fondamentale nella
società contemporanea, annullando tempi e distanze fisiche,
sociali e culturali.
La cosiddetta "società dell'informazione" è ormai formata
e proiettata verso il futuro, portando con sé insieme agli
indubbi e noti vantaggi anche, naturalmente, alcuni aspetti
negativi. Uno di questi è rappresentato dalla diffusione sulle
reti telematiche di contenuti illegali altamente immorali;
anche se percentualmente essi rappresentano una piccola parte
rispetto a quelli disponibili, ciò non toglie gravità al fatto
che chiunque possa accedere ai siti cosiddetti "caldi", che
diffondono immagini ad esempio pornografiche o violente.
L'attuale quadro normativo in materia di attività
telematiche è incompleto, e non solo in Italia. Le ragioni
principali di questa lacuna nella regolamentazione giuridica
si trovano soprattutto: nella impossibilità di emanare norme
troppo dettagliate e precise che finirebbero per paralizzare
l'attività di tutti i soggetti interessati; nella conseguente
difficoltà di individuare una serie di previsioni che diano
una ragionevole certezza dell'insieme dei diritti e dei doveri
in capo agli utenti e ai provider e che al contempo
siano abbastanza flessibili da non ostacolare il progresso
della tecnologia; nella impossibilità, infine, di realizzare
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una regolamentazione efficace al di fuori di un concerto
internazionale.
Procedendo dunque con la massima cautela possibile, si
rende necessario fornire alle autorità gli strumenti per la
repressione dei reati e ai gruppi sociali e ai singoli utenti
gli strumenti per la scelta dei contenuti, in modo particolare
per consentire una adeguata tutela dei minori.
I dati sono allarmati ove si pensi che esistono siti in
cui viene minuziosamente descritto il procedimento di
fabbricazione di sostanze stupefacenti o di ordigni esplosivi
a cui possono liberamente accedere, intenzionalmente o
casualmente, gli 8 mila bambini che "navigano" nella rete
INTERNET per una media di tre ore e mezzo giornaliere.
Con la presente proposta di legge, lungi dal voler
restringere in qualche modo il diritto fondamentale sancito
dall'articolo 21 della Costituzione, si intende da un lato
limitare o almeno rendere meno accessibile un'informazione che
potrebbe intaccare l'integrità e la formazione dei giovani, e
dall'altro incentivare la conoscenza e l'utilizzo della rete
INTERNET attraverso l'introduzione di corsi per studenti e
docenti e di sgravi fiscali per coloro che diffondono siti
culturali.
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