| Onorevoli Colleghi! -La zona montana del Fortore
beneventano, compresa tra l'area molisana della provincia
sudorientale di Campobasso, la Daunia e la zona sud
occidentale di Foggia, è secolarmente una delle aree più
arretrate e depresse del Paese in cui la carenza assoluta di
una funzionale rete viaria ha provocato un progressivo
isolamento e spopolamento dovuti all'emigrazione e ad un
conseguente abbandono delle coltivazioni e delle principali
attività produttive, dall'agricoltura all'artigianato e al
commercio.
La vita sociale, economica e civile risulta così essere
contrassegnata da un deficit strutturale permanente
apparentemente irreversibile di servizi sociali e di modelli
operativi, aggravato dall'assenza di un impegno istituzionale,
inteso come un progetto organico di sviluppo e di sostegno
amministrativo e finanziario, volto a favorire le condizioni
di una crescita autopropulsiva delle attività economiche e
produttive, da una carenza di interventi e da un reiterato
rinvio di responsabilità da un ente ad un altro per quanto
afferisce l'adozione di strumenti operativi e l'erogazione di
cospicue risorse che hanno caratterizzato la storia della
comunità fortorina.
Ancor prima dei nuovi strumenti di negoziazione, quali i
patti territoriali ed i contratti di area, per rilanciare lo
sviluppo e l'occupazione è necessario dotare le realtà locali
di quella rete infrastrutturale di collegamenti viari e
ferroviari che rappresentano la condizione indispensabile per
realizzare quel processo di crescita dal basso delle
iniziative sociali ed economiche che l'attuale ordinamento
vuole incentivare attraverso il processo di decentramento in
corso.
In questo contesto, la zona montana del Fortore
beneventano si presenta come la realtà sannita più arretrata
in cui le iniziative private della piccola e media impresa
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locale sono frustrate dalla mancanza di investimenti pubblici,
necessari a superare la cronica situazione di isolamento di
queste zone, mancando, altresì, qualsiasi attrattiva per gli
investitori esterni data la lontananza dai mercati di sbocco e
dai mercati di approvvigionamento di materie prime e di
semilavorati a causa di una rete viaria precaria e
inadeguata.
Per riammodernare una rete stradale obsoleta,
caratterizzata da tracciati ed articolati pieni di curve, non
più rispondenti alle nuove esigenze industriali, il primo e
inderogabile passo da compiere consiste, quindi, nella
realizzazione di un asse stradale a scorrimento veloce che
colleghi la zona citata con i confinanti capoluoghi di
provincia e precisamente con Benevento, Foggia e Campobasso,
creando, altresì, una strada interregionale che possa
collegare il versante tirrenico a quello adriatico.
Per approntare un serio ed organico piano di intervento
sulla viabilità di queste zone l'iniziativa dovrà essere presa
sinergicamente dallo Stato, dalle regioni e dagli enti locali.
Posto che le regioni e le comunità locali interessate non sono
in grado di sostenere i costi di un'opera di tale portata, lo
Stato deve predisporre le risorse finanziarie, con il supporto
tecnico alle amministrazioni locali, assegnando, in maniera
mirata, alla realtà fortorina del Sannio e del Molise una
doviziosa dote finanziaria in modo da avviare progetti
finalizzati, con valenza intersettoriale, di reale e concreto
sviluppo e di celere rimozione di tutte le bardature
socio-economiche che tanto danno hanno arrecato storicamente a
queste comunità. Comunità che hanno saputo difendere con
onestà e con lavoro diuturno le tradizioni civili del Fortore
beneventano sempre fiducioso e leale verso le istituzioni
dello Stato democratico e le autorità pubbliche.
Al fine di consentire gli interventi resi necessari da
quanto sopra esposto, è stata redatta la presente proposta di
legge che reca disposizioni per la costruzione di
infrastrutture viarie nella zona montana del Fortore
beneventano.
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