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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


7816
DDL0426-0002
Progetto di legge Camera n. 426 - testo presentato - (DDL13-426)
(suddiviso in 9 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C426. TESTIPDL
...C426.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC426 ZZ13 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! - La redazione di una proposta di
  legge riguardante la strutturazione dell'offerta per la
  valorizzazione turistica, culturale ed ambientale della "Via
  Francigena", ha come obiettivo principale quello di
  concretizzare un'ipotesi di sviluppo socio-economico e
  territoriale delle aree interessate da questo antico
  itinerario, fondata essenzialmente su due assunti di base:
  favorire attraverso lo sviluppo del turismo a matrice
  culturale ed ambientale un più generale processo di
  integrazione e scambio sociale, economico e culturale delle
  regioni interessate nel contesto europeo; produrre o
  valorizzare, sulla base di una pluralità coerente e coordinata
  di progetti-prodotti definiti, nuove occasioni di sviluppo per
  le aree su cui insiste tale percorso - tra cui, in primo
  luogo, quelle connotate dalle più significative
  caratteristiche di marginalità socio-economica e territoriale
  - sia in termini di incremento di reddito e di livelli
  occupazionali, sia di conservazione e riqualificazione del
  patrimonio culturale, storico-architettonico ed ambientale
  esistente.
     La Via Francigena che da Canterbury  portava a Roma è un
  itinerario della storia, percorso in passato da centinaia di
  migliaia di pellegrini in viaggio per Roma.  Dopo mille anni,
  il progetto del recupero e della rivitalizzazione di un
 
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  "percorso" che rappresentò l'unione e la comunicazione tra le
  varie culture e le idee dei diversi Paesi d'Europa può dunque
  ben rappresentare, anche dal punto di vista simbolico, un
  elemento in grado di fungere da fattore di aggregazione e
  coinvolgimento di iniziative pubbliche e private di scala
  locale, regionale, nazionale ed europea finalizzate ad
  ampliare e costruire concretamente occasioni di cooperazione
  per lo sviluppo che vadano in questa direzione.
     Secondo la ricostruzione che è possibile fare dal viaggio
  di Sigerico, arcivescovo di Canterbury, che per primo lascia
  una traccia scritta dei centri attraversati da questo
  itinerario, l'antico percorso partiva da Canterbury
  attraversando i centri di Dover, Sombre, Guines, Theraname,
  Bruay, Arras, Dongt, Serancourt le Grand, Laon, Carbony,
  Reims, Chalon sur Marne, Fontaine sur Corde, Donnement,
  Brienne la Vieille, Bar sur Aube, Blessonville, Humes,
  Gronant, Cussey sur l'Oignon, Besancon, Nods,
  Pontarlier, Yverdun, Orbe, Lausanne, Vevey, Aigle, St.
  Maurice, Orsieres, Bourg St.  Pierre, St.  Rhemy.
     Il cammino di questa via Romea attraversava poi le Alpi in
  Valle d'Aosta e scendeva dal Piemonte e dalla Lombardia
  attraversando i centri di Aosta, Poley, Santhià, Vercelli,
  Tromello, Pavia, Santa Cristina e Corte Sant'Andrea nella
  pianura padana, proseguendo per Piacenza, Fiorenzuola d'Arda,
  Fidenza e Parma, valicava l'Appennino presso Berceto, scendeva
  da Montelungo lungo la valle del Magra per raggiungere
  Pontremoli, Villafranca (ove si riscuotevano i pedaggi della
  Romea), Aulla, Santo Stefano, Sarzana e Luni.  Attraversava
  tutta la Toscana passando per Carrara, Massa, Ponte San
  Pietro, Lucca, Altopascio, Fucecchio, San Miniato, Chianni,
  Poggibonsi, San Gemignano, Siena, Montalcino, San Quirico
  d'Orcia, Abbadia San Salvatore, Radicofani e attraverso la
  valle del Paglia, raggiungeva Acquapendente, Bolsena,
  Montefiascone e Viterbo, arrivando a Roma attraverso l'attuale
  via Monte Mario.
     L'itinerario, che era costituito non da "una" strada, ma
  da un insieme di percorsi e sentieri che proponevano diverse
  varianti (tra le quali la più significativa era quella che dal
  Piemonte Moncenisio via Torino-Asti Gavi raggiungeva Genova
  per proseguire poi ad est lungo la costa ligure congiungendosi
  all'itinerario prima descritto poco prima di Sarzana) e che si
  sono modificati nel corso degli anni sulla base della
  sicurezza e comodità del percorso, interessa direttamente
  sette delle attuali regioni italiane:  Valle d'Aosta, Piemonte,
  Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio.
     Pare ovvio sottolineare l'effetto potenziale di attrazione
  e promozione all'utilizzo di tale percorso a fini turistici e
  di scambio culturale che si potrebbe ottenere mediante la
  proposizione di un'offerta turistica, culturale e ambientale
  concretamente strutturata, e preventivamente promossa e fatta
  conoscere al grande pubblico in occasione delle celebrazioni
  per l'Anno Santo di fine secolo, per le quali si prevede un
  movimento di  incoming  di turismo religioso e culturale
  in Italia di oltre 30 milioni di persone su Roma.
     Dal punto di vista della domanda sociale, la
  valorizzazione di questo antico percorso risponde ai seguenti
  obiettivi:
       a)  affermare nel senso più ampio l'identità
  culturale europea nelle sue diversità e nella sua unitarietà,
  in particolare attraverso la valorizzazione del suo patrimonio
  monumentale ed artistico;
       b)  fornire una risposta di elevato livello
  qualitativo alla flessione dei flussi turistici registrata in
  Europa nel corso degli ultimi vent'anni;
       c)  migliorare le opportunità di utilizzo
  innovativo del "tempo libero", offrendo agli europei nuove
  possibilità di  loisir  connesse alla possibilità di
  arricchimento e sviluppo culturale dell'individuo e della sua
  personalità.
     La valorizzazione turistica, territoriale e culturale
  della Via Francigena rende imprescindibile l'avvio della
  strutturazione dell'offerta e la definizione del prodotto Via
  Francigena a partire dal tratto italiano.  Tale
 
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  concretizzazione si prospetta di ancor più stringente urgenza
  in quanto, in data 21 aprile 1994, la Direzione educazione,
  cultura e sport del Consiglio d'Europa ha ufficializzato il
  definitivo riconoscimento di itinerario culturale del
  Consiglio d'Europa della Via Francigena (prot. n. 459 del 4
  maggio 1994).
     Questa fase di "strutturazione del prodotto" Via
  Francigena, che non si sovrappone a quella del progetto
  speciale Enit-regioni che riguarda unicamente gli aspetti
  promozionali dell'iniziativa, deve invece porsi l'obiettivo di
  non disperdere, ed anzi, affrontare adeguatamente, i benefici
  effetti in termini di affluenza turistica che saranno
  presumibilmente indotti dall'azione promozionale - che
  peraltro rischia di rivelarsi un pericoloso  boomerang
  per l'iniziativa dopo il primo impatto col mercato turistico,
  se il prodotto non dovesse rispondere alle attese dei nuovi
  pellegrini - ma di radicarla in termini di prospettiva di
  sviluppo e valorizzazione del territorio interessato.
     A questo proposito, la promulgazione di una legge che
  favorisca la concretizzazione degli interventi necessari alla
  valorizzazione turistica, ambientale e culturale del'antico
  percorso e sia in grado di affiancare positivamente gli
  interventi e la destinazione di risorse dell'Unione europea e
  regionali in proposito, si presenta come indispensabile ai
  fini del perseguimento di tali obiettivi, sia per incrementare
  le opportunità di acquisizione e gestione di risorse
  specifiche da parte degli enti locali interessati per quanto
  riguarda i necessari interventi di tipo strutturale, sia per
  stimolare l'attivazione di interventi ed investimenti da parte
  di privati.
     Le necessità di legittimare e sostenere finanziariamente i
  nuclei istituzionali locali per metterli in grado di
  perseguire, di concerto con il livello istituzionale statale,
  l'insieme di azioni necessarie per la strutturazione
  dell'offerta nelle aree territoriali interessate dal passaggio
  dell'antica Via Francigena inducono a definire, tramite un
  concreto atto politico, una specifica base di impegno per la
  realizzazione dell'intervento.  Tale provvedimento vuole
  corrispondere alla necessità di affrontare organicamente ed in
  modo il più possibile coordinato tra i diversi soggetti
  istituzionali coinvolti - pur nel rispetto delle rispettive
  autonomie e specifiche modalità d'azione - l'insieme di azioni
  necessarie alla strutturazione dell'offerta turistica,
  culturale e di fruizione ambientale necessaria per la
  realizzazione del progetto, al fine di garantire la
  comprensione dei singoli interventi nell'ambito di un progetto
  unitario di chiara valenza nazionale ed europea e l'opportuna
  finalizzazione a tale scopo delle risorse umane e finanziarie
  disponibili ed attivabili.
  Finalità e contenuti della proposta di legge.
     Sulla base delle motivazioni e degli obiettivi illustrati
  in precedenza, lo Stato è, pertanto, tenuto a redigere
  un'apposita legge orientata a favorire la strutturazione del
  prodotto turistico, culturale e ambientale.  L'ipotesi di
  lavoro prioritaria può pertanto essere individuata nella
  necessità di finalizzare risorse specifiche ad un programma di
  valorizzazione e strutturazione in prodotto riconosciuto e
  riconoscibile del patrimonio turistico, storico-culturale,
  sociale ed ambientale del percorso.
     Tale ipotesi operativa può essere articolata secondo le
  seguenti fasi:
         a)  riconoscimento della "priorità programmatica"
  dell'iniziativa nei contesti territoriali interessati ed
  istituzione di comitati regionali per la gestione degli
  aspetti di organizzazione strutturale dell'iniziativa.  Questa
  prima fase si caratterizza come essenziale per il pieno
  raggiungimento degli obiettivi fissati per l'iniziativa.
     E' indispensabile che tra i soggetti istituzionali
  coinvolti, venga espressa e raggiunta l'intesa per la
  definizione di un accordo che dia al progetto connotazioni di
  "priorità" programmatica nelle materie di sviluppo turistico
  ed agrituristico, riqualificazione urbanistica,
  storico-architettonica, culturale ed ambientale nel corridoio
 
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  territoriale oggetto di intervento, conferendo a questo
  dignità di progetto di scala nazionale.
     Questo deve configurarsi in primo luogo come impegno a
  convogliare risorse da parte dello Stato, che diverranno quota
  parte definita a sostegno delle risorse regionali
  intersettoriali disponibili per i fini sopra citati, con
  specifica destinazione all'ambito territoriale interessato dal
  percorso dell'antica Via Francigena, per interventi giudicati
  idonei a creare un "ambiente" favorevole all'attivazione di
  iniziative mirate alla concretizzazione del progetto ed, al
  contempo, esercitare una complessiva azione di "governo e
  controllo" del territorio sulla sua realizzazione.
     Fondamentale per la concretizzazione di questa prima fase,
  dovrà essere la creazione di comitati regionali di
  coordinamento dell'organizzazione strutturale dell'offerta sul
  percorso, che dovranno garantire della selezione e della
  coerenza delle azioni proposte con gli obiettivi di
  valorizzazione territoriale ed ambientale impliciti nella
  costruzione di questo prodotto turistico;
         b)  stanziamento delle risorse sulla base di
  proposte derivanti da programmi integrati d'iniziativa
  regionale o provinciale.
     Al fine di assicurare il corretto utilizzo e la massima
  valorizzazione del territorio nella fase di strutturazione
  dell'offerta nell'area interessata dal percorso, sarà
  necessario basare la selezione degli interventi da proporre a
  finanziamento sulla definizione a scala regionale o
  sub-regionale di programmi integrati in grado di definire con
  precisione:
       1) l'ambito territoriale interessato dall'iniziativa e
  lo scenario di contesto;
       2) le principali emergenze di tipo territoriale,
  storico-culturale, ambientale e socio-economico (con
  particolare riferimento al settore turistico ed agrituristico)
  caratterizzanti gli ambiti direttamente interessati dal
  percorso della Via Francigena e l'offerta di servizio e
  fruizione attualmente proponibile;
       3) la lettura e definizione degli indirizzi di
  pianificazione territoriale e di salvaguardia ambientale
  gravitanti a diversa scala sull'area interessata;
       4) il censimento delle principali progettualità
  pubbliche e private insistenti sulle aree interessate dal
  percorso;
       5) la proposizione e valutazione degli effetti economici
  inducibili dagli interventi concretamente realizzabili per la
  valorizzazione a fini turistici del percorso nei contesti
  territoriali di riferimento.
     I programmi integrati dovranno anche valutare le soglie di
  opportunità, compatibilità e valorizzazione proprie degli
  interventi prospettabili dall'inserimento di ipotesi
  progettuali, connesse allo sviluppo turistico di matrice
  ambientale e culturale sul corridoio di riferimento, la loro
  rispondenza agli strumenti di pianificazione esistenti e la
  loro sinergia potenziale con altre dinamiche di sviluppo e
  qualificazione già esistenti o programmate nei singoli
  contesti territoriali analizzati.
     Esito dei programmi integrati dovrà essere una selezione
  di azioni ed ipotesi operative di riqualificazione ed
  innovazione dell'esistente per la valorizzazione del
  patrimonio turistico, storico-culturale, sociale ed ambientale
  del percorso, nonché l'avvio di ricerche tematiche di
  approfondimento per l'attuazione di specifiche azioni
  rispondenti agli obiettivi esplicitati in precedenza.
     I programmi integrati non avranno caratteristiche di
  definizione assoluta, ma anzi potranno essere arricchiti,
  aggiornati ed integrati nel corso del tempo dagli interventi
  via via realizzati dalla pluralità dei soggetti pubblici e
  privati coinvolti nella concretizzazione del progetto sul
  corridoio territoriale interessato dalla Via Francigena,
  diventando al contempo "memoria storica" e "strumento di
  riferimento" per gli operatori e gli enti locali interessati
  alla realizzazione del progetto.
     Precedenza assoluta nell'avvio di studi dovrà rivestire il
  censimento (e la valorizzazione, in ogni senso) di quegli
  elementi che più direttamente sono legati alla viabilità.  Si
 
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  intendono come tali i tracciati viari sopravvissuti (o
  rievocabili), i luoghi di accoglienza  (xenodochi,
  hospitalia,  chiese e monasteri a loro collegati, alberghi
  veri e propri che sorgono soprattutto ad iniziare dall'età dei
  comuni), ponti, guadi, oltre alle direttrici secondarie
  incrocianti il percorso maggiore.  Tutto questo, oltre che alla
  conoscenza della "cornice" religioso-culturale che sosteneva
  il valore e le funzioni della Via Francigena, deve portare
  alla rievocazione della complessa rete di comunicazioni che ne
  costituiva la base insostituibile.  Si tratta di ricostruire un
  territorio caratterizzato da una speciale fisionomia di grande
  area di transito e, quindi, di diffusione e incrocio culturale
  eccezionali, sia nel senso dotto sia in quello antropologico
  del termine "cultura".  Di conseguenza ne verrà anche una più
  realistica comprensione di peculiari sfaccettature che in tale
  ambito dovevano assumere l'economia ed i suoi prodotti
  (finalizzati fortemente alle esigenze del viaggiare), le
  istituzioni laiche ed ecclesiastiche, l'arte, la cultura, il
  folklore, ed altro, con tutto ciò che ne è rimasto e che può
  essere recuperato, nei limiti di un sano realismo di scelte,
  nell'intero contesto ambientale odierno e si potrà trarne
  indicazioni indi- spensabili per una "politica" di sviluppo
  cosciente, in ogni campo, in particolare turistico e
  culturale.  Si impone, ormai, infatti, l'esigenza di offrire
  sia a chi abita il territorio, sia a chi ne percorre le strade
  "da turista" di capirne la storia, la natura, la reale
  vocazione e fisionomia.  Le conseguenze che ne verrebbero sono
  di grande e imprescindibile utilità: dalla constatazione
  dell'incontrarsi lungo tutto il corso della storia di uomini e
  culture diverse alla sensibilità per l'ambiente (fisico e
  culturale) ed al suo rispetto, alla sua stessa difesa.
     Dai programmi integrati dovranno, inoltre, discendere
  specifiche analisi e risoluzioni progettuali di carattere
  settoriale, finalizzate a definire le caratteristiche del
  "prodotto" Via Francigena prospettabile dalle ipotesi di
  valorizzazione delineate, da cui dovranno scaturire la
  realizzazione di interventi puntuali nell'ambito territoriale
  interessato dal percorso.
                           *  *  *
     Le mappe dettagliate degli itinerari relativi alla Via
  Francigena sono state depositate presso la Segreteria Generale
  della Camera dei deputati, e sono disponibili per la
  consultazione dei colleghi.
 
DATA=960509 FASCID=DDL13-426 TIPOSTA=DDL LEGISL=13 NCOMM= SEDE=PR NSTA=0426 TOTPAG=0012 TOTDOC=0009 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=013 PAGFIN=0005 RIGFIN=044 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=5 SORTRES= SORTDDL=042600 00 FASCIDC=13DDL0426 SORTNAV=0042600 000 00000 ZZDDLC426 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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