| Onorevoli Colleghi! - La redazione di una proposta di
legge riguardante la strutturazione dell'offerta per la
valorizzazione turistica, culturale ed ambientale della "Via
Francigena", ha come obiettivo principale quello di
concretizzare un'ipotesi di sviluppo socio-economico e
territoriale delle aree interessate da questo antico
itinerario, fondata essenzialmente su due assunti di base:
favorire attraverso lo sviluppo del turismo a matrice
culturale ed ambientale un più generale processo di
integrazione e scambio sociale, economico e culturale delle
regioni interessate nel contesto europeo; produrre o
valorizzare, sulla base di una pluralità coerente e coordinata
di progetti-prodotti definiti, nuove occasioni di sviluppo per
le aree su cui insiste tale percorso - tra cui, in primo
luogo, quelle connotate dalle più significative
caratteristiche di marginalità socio-economica e territoriale
- sia in termini di incremento di reddito e di livelli
occupazionali, sia di conservazione e riqualificazione del
patrimonio culturale, storico-architettonico ed ambientale
esistente.
La Via Francigena che da Canterbury portava a Roma è un
itinerario della storia, percorso in passato da centinaia di
migliaia di pellegrini in viaggio per Roma. Dopo mille anni,
il progetto del recupero e della rivitalizzazione di un
Pag. 2
"percorso" che rappresentò l'unione e la comunicazione tra le
varie culture e le idee dei diversi Paesi d'Europa può dunque
ben rappresentare, anche dal punto di vista simbolico, un
elemento in grado di fungere da fattore di aggregazione e
coinvolgimento di iniziative pubbliche e private di scala
locale, regionale, nazionale ed europea finalizzate ad
ampliare e costruire concretamente occasioni di cooperazione
per lo sviluppo che vadano in questa direzione.
Secondo la ricostruzione che è possibile fare dal viaggio
di Sigerico, arcivescovo di Canterbury, che per primo lascia
una traccia scritta dei centri attraversati da questo
itinerario, l'antico percorso partiva da Canterbury
attraversando i centri di Dover, Sombre, Guines, Theraname,
Bruay, Arras, Dongt, Serancourt le Grand, Laon, Carbony,
Reims, Chalon sur Marne, Fontaine sur Corde, Donnement,
Brienne la Vieille, Bar sur Aube, Blessonville, Humes,
Gronant, Cussey sur l'Oignon, Besancon, Nods,
Pontarlier, Yverdun, Orbe, Lausanne, Vevey, Aigle, St.
Maurice, Orsieres, Bourg St. Pierre, St. Rhemy.
Il cammino di questa via Romea attraversava poi le Alpi in
Valle d'Aosta e scendeva dal Piemonte e dalla Lombardia
attraversando i centri di Aosta, Poley, Santhià, Vercelli,
Tromello, Pavia, Santa Cristina e Corte Sant'Andrea nella
pianura padana, proseguendo per Piacenza, Fiorenzuola d'Arda,
Fidenza e Parma, valicava l'Appennino presso Berceto, scendeva
da Montelungo lungo la valle del Magra per raggiungere
Pontremoli, Villafranca (ove si riscuotevano i pedaggi della
Romea), Aulla, Santo Stefano, Sarzana e Luni. Attraversava
tutta la Toscana passando per Carrara, Massa, Ponte San
Pietro, Lucca, Altopascio, Fucecchio, San Miniato, Chianni,
Poggibonsi, San Gemignano, Siena, Montalcino, San Quirico
d'Orcia, Abbadia San Salvatore, Radicofani e attraverso la
valle del Paglia, raggiungeva Acquapendente, Bolsena,
Montefiascone e Viterbo, arrivando a Roma attraverso l'attuale
via Monte Mario.
L'itinerario, che era costituito non da "una" strada, ma
da un insieme di percorsi e sentieri che proponevano diverse
varianti (tra le quali la più significativa era quella che dal
Piemonte Moncenisio via Torino-Asti Gavi raggiungeva Genova
per proseguire poi ad est lungo la costa ligure congiungendosi
all'itinerario prima descritto poco prima di Sarzana) e che si
sono modificati nel corso degli anni sulla base della
sicurezza e comodità del percorso, interessa direttamente
sette delle attuali regioni italiane: Valle d'Aosta, Piemonte,
Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio.
Pare ovvio sottolineare l'effetto potenziale di attrazione
e promozione all'utilizzo di tale percorso a fini turistici e
di scambio culturale che si potrebbe ottenere mediante la
proposizione di un'offerta turistica, culturale e ambientale
concretamente strutturata, e preventivamente promossa e fatta
conoscere al grande pubblico in occasione delle celebrazioni
per l'Anno Santo di fine secolo, per le quali si prevede un
movimento di incoming di turismo religioso e culturale
in Italia di oltre 30 milioni di persone su Roma.
Dal punto di vista della domanda sociale, la
valorizzazione di questo antico percorso risponde ai seguenti
obiettivi:
a) affermare nel senso più ampio l'identità
culturale europea nelle sue diversità e nella sua unitarietà,
in particolare attraverso la valorizzazione del suo patrimonio
monumentale ed artistico;
b) fornire una risposta di elevato livello
qualitativo alla flessione dei flussi turistici registrata in
Europa nel corso degli ultimi vent'anni;
c) migliorare le opportunità di utilizzo
innovativo del "tempo libero", offrendo agli europei nuove
possibilità di loisir connesse alla possibilità di
arricchimento e sviluppo culturale dell'individuo e della sua
personalità.
La valorizzazione turistica, territoriale e culturale
della Via Francigena rende imprescindibile l'avvio della
strutturazione dell'offerta e la definizione del prodotto Via
Francigena a partire dal tratto italiano. Tale
Pag. 3
concretizzazione si prospetta di ancor più stringente urgenza
in quanto, in data 21 aprile 1994, la Direzione educazione,
cultura e sport del Consiglio d'Europa ha ufficializzato il
definitivo riconoscimento di itinerario culturale del
Consiglio d'Europa della Via Francigena (prot. n. 459 del 4
maggio 1994).
Questa fase di "strutturazione del prodotto" Via
Francigena, che non si sovrappone a quella del progetto
speciale Enit-regioni che riguarda unicamente gli aspetti
promozionali dell'iniziativa, deve invece porsi l'obiettivo di
non disperdere, ed anzi, affrontare adeguatamente, i benefici
effetti in termini di affluenza turistica che saranno
presumibilmente indotti dall'azione promozionale - che
peraltro rischia di rivelarsi un pericoloso boomerang
per l'iniziativa dopo il primo impatto col mercato turistico,
se il prodotto non dovesse rispondere alle attese dei nuovi
pellegrini - ma di radicarla in termini di prospettiva di
sviluppo e valorizzazione del territorio interessato.
A questo proposito, la promulgazione di una legge che
favorisca la concretizzazione degli interventi necessari alla
valorizzazione turistica, ambientale e culturale del'antico
percorso e sia in grado di affiancare positivamente gli
interventi e la destinazione di risorse dell'Unione europea e
regionali in proposito, si presenta come indispensabile ai
fini del perseguimento di tali obiettivi, sia per incrementare
le opportunità di acquisizione e gestione di risorse
specifiche da parte degli enti locali interessati per quanto
riguarda i necessari interventi di tipo strutturale, sia per
stimolare l'attivazione di interventi ed investimenti da parte
di privati.
Le necessità di legittimare e sostenere finanziariamente i
nuclei istituzionali locali per metterli in grado di
perseguire, di concerto con il livello istituzionale statale,
l'insieme di azioni necessarie per la strutturazione
dell'offerta nelle aree territoriali interessate dal passaggio
dell'antica Via Francigena inducono a definire, tramite un
concreto atto politico, una specifica base di impegno per la
realizzazione dell'intervento. Tale provvedimento vuole
corrispondere alla necessità di affrontare organicamente ed in
modo il più possibile coordinato tra i diversi soggetti
istituzionali coinvolti - pur nel rispetto delle rispettive
autonomie e specifiche modalità d'azione - l'insieme di azioni
necessarie alla strutturazione dell'offerta turistica,
culturale e di fruizione ambientale necessaria per la
realizzazione del progetto, al fine di garantire la
comprensione dei singoli interventi nell'ambito di un progetto
unitario di chiara valenza nazionale ed europea e l'opportuna
finalizzazione a tale scopo delle risorse umane e finanziarie
disponibili ed attivabili.
Finalità e contenuti della proposta di legge.
Sulla base delle motivazioni e degli obiettivi illustrati
in precedenza, lo Stato è, pertanto, tenuto a redigere
un'apposita legge orientata a favorire la strutturazione del
prodotto turistico, culturale e ambientale. L'ipotesi di
lavoro prioritaria può pertanto essere individuata nella
necessità di finalizzare risorse specifiche ad un programma di
valorizzazione e strutturazione in prodotto riconosciuto e
riconoscibile del patrimonio turistico, storico-culturale,
sociale ed ambientale del percorso.
Tale ipotesi operativa può essere articolata secondo le
seguenti fasi:
a) riconoscimento della "priorità programmatica"
dell'iniziativa nei contesti territoriali interessati ed
istituzione di comitati regionali per la gestione degli
aspetti di organizzazione strutturale dell'iniziativa. Questa
prima fase si caratterizza come essenziale per il pieno
raggiungimento degli obiettivi fissati per l'iniziativa.
E' indispensabile che tra i soggetti istituzionali
coinvolti, venga espressa e raggiunta l'intesa per la
definizione di un accordo che dia al progetto connotazioni di
"priorità" programmatica nelle materie di sviluppo turistico
ed agrituristico, riqualificazione urbanistica,
storico-architettonica, culturale ed ambientale nel corridoio
Pag. 4
territoriale oggetto di intervento, conferendo a questo
dignità di progetto di scala nazionale.
Questo deve configurarsi in primo luogo come impegno a
convogliare risorse da parte dello Stato, che diverranno quota
parte definita a sostegno delle risorse regionali
intersettoriali disponibili per i fini sopra citati, con
specifica destinazione all'ambito territoriale interessato dal
percorso dell'antica Via Francigena, per interventi giudicati
idonei a creare un "ambiente" favorevole all'attivazione di
iniziative mirate alla concretizzazione del progetto ed, al
contempo, esercitare una complessiva azione di "governo e
controllo" del territorio sulla sua realizzazione.
Fondamentale per la concretizzazione di questa prima fase,
dovrà essere la creazione di comitati regionali di
coordinamento dell'organizzazione strutturale dell'offerta sul
percorso, che dovranno garantire della selezione e della
coerenza delle azioni proposte con gli obiettivi di
valorizzazione territoriale ed ambientale impliciti nella
costruzione di questo prodotto turistico;
b) stanziamento delle risorse sulla base di
proposte derivanti da programmi integrati d'iniziativa
regionale o provinciale.
Al fine di assicurare il corretto utilizzo e la massima
valorizzazione del territorio nella fase di strutturazione
dell'offerta nell'area interessata dal percorso, sarà
necessario basare la selezione degli interventi da proporre a
finanziamento sulla definizione a scala regionale o
sub-regionale di programmi integrati in grado di definire con
precisione:
1) l'ambito territoriale interessato dall'iniziativa e
lo scenario di contesto;
2) le principali emergenze di tipo territoriale,
storico-culturale, ambientale e socio-economico (con
particolare riferimento al settore turistico ed agrituristico)
caratterizzanti gli ambiti direttamente interessati dal
percorso della Via Francigena e l'offerta di servizio e
fruizione attualmente proponibile;
3) la lettura e definizione degli indirizzi di
pianificazione territoriale e di salvaguardia ambientale
gravitanti a diversa scala sull'area interessata;
4) il censimento delle principali progettualità
pubbliche e private insistenti sulle aree interessate dal
percorso;
5) la proposizione e valutazione degli effetti economici
inducibili dagli interventi concretamente realizzabili per la
valorizzazione a fini turistici del percorso nei contesti
territoriali di riferimento.
I programmi integrati dovranno anche valutare le soglie di
opportunità, compatibilità e valorizzazione proprie degli
interventi prospettabili dall'inserimento di ipotesi
progettuali, connesse allo sviluppo turistico di matrice
ambientale e culturale sul corridoio di riferimento, la loro
rispondenza agli strumenti di pianificazione esistenti e la
loro sinergia potenziale con altre dinamiche di sviluppo e
qualificazione già esistenti o programmate nei singoli
contesti territoriali analizzati.
Esito dei programmi integrati dovrà essere una selezione
di azioni ed ipotesi operative di riqualificazione ed
innovazione dell'esistente per la valorizzazione del
patrimonio turistico, storico-culturale, sociale ed ambientale
del percorso, nonché l'avvio di ricerche tematiche di
approfondimento per l'attuazione di specifiche azioni
rispondenti agli obiettivi esplicitati in precedenza.
I programmi integrati non avranno caratteristiche di
definizione assoluta, ma anzi potranno essere arricchiti,
aggiornati ed integrati nel corso del tempo dagli interventi
via via realizzati dalla pluralità dei soggetti pubblici e
privati coinvolti nella concretizzazione del progetto sul
corridoio territoriale interessato dalla Via Francigena,
diventando al contempo "memoria storica" e "strumento di
riferimento" per gli operatori e gli enti locali interessati
alla realizzazione del progetto.
Precedenza assoluta nell'avvio di studi dovrà rivestire il
censimento (e la valorizzazione, in ogni senso) di quegli
elementi che più direttamente sono legati alla viabilità. Si
Pag. 5
intendono come tali i tracciati viari sopravvissuti (o
rievocabili), i luoghi di accoglienza (xenodochi,
hospitalia, chiese e monasteri a loro collegati, alberghi
veri e propri che sorgono soprattutto ad iniziare dall'età dei
comuni), ponti, guadi, oltre alle direttrici secondarie
incrocianti il percorso maggiore. Tutto questo, oltre che alla
conoscenza della "cornice" religioso-culturale che sosteneva
il valore e le funzioni della Via Francigena, deve portare
alla rievocazione della complessa rete di comunicazioni che ne
costituiva la base insostituibile. Si tratta di ricostruire un
territorio caratterizzato da una speciale fisionomia di grande
area di transito e, quindi, di diffusione e incrocio culturale
eccezionali, sia nel senso dotto sia in quello antropologico
del termine "cultura". Di conseguenza ne verrà anche una più
realistica comprensione di peculiari sfaccettature che in tale
ambito dovevano assumere l'economia ed i suoi prodotti
(finalizzati fortemente alle esigenze del viaggiare), le
istituzioni laiche ed ecclesiastiche, l'arte, la cultura, il
folklore, ed altro, con tutto ciò che ne è rimasto e che può
essere recuperato, nei limiti di un sano realismo di scelte,
nell'intero contesto ambientale odierno e si potrà trarne
indicazioni indi- spensabili per una "politica" di sviluppo
cosciente, in ogni campo, in particolare turistico e
culturale. Si impone, ormai, infatti, l'esigenza di offrire
sia a chi abita il territorio, sia a chi ne percorre le strade
"da turista" di capirne la storia, la natura, la reale
vocazione e fisionomia. Le conseguenze che ne verrebbero sono
di grande e imprescindibile utilità: dalla constatazione
dell'incontrarsi lungo tutto il corso della storia di uomini e
culture diverse alla sensibilità per l'ambiente (fisico e
culturale) ed al suo rispetto, alla sua stessa difesa.
Dai programmi integrati dovranno, inoltre, discendere
specifiche analisi e risoluzioni progettuali di carattere
settoriale, finalizzate a definire le caratteristiche del
"prodotto" Via Francigena prospettabile dalle ipotesi di
valorizzazione delineate, da cui dovranno scaturire la
realizzazione di interventi puntuali nell'ambito territoriale
interessato dal percorso.
* * *
Le mappe dettagliate degli itinerari relativi alla Via
Francigena sono state depositate presso la Segreteria Generale
della Camera dei deputati, e sono disponibili per la
consultazione dei colleghi.
| |