| Onorevoli Colleghi! - Il 7 gennaio 1797 a Reggio
Emilia, i 110 deputati delle quattro città che avevano
costituito la Repubblica Cispadana, adottarono il tricolore
bianco, rosso e verde, quale bandiera del nuovo Stato.
Erano i primi deputati eletti direttamente dal popolo
(seppure con suffragio limitato) nella storia d'Italia e per
molti di loro la neo-nata Repubblica era solo il primo passo
per arrivare alla creazione di una "sola possente Repubblica
italiana" fondata sulla libertà, l'indipendenza e la sovranità
del popolo.
La vita del nuovo Stato sarà brevissima: ma resta la sua
importanza, non solo simbolica, quale rilevante svolta storica
delle vicende dell'Italia moderna, del suo cammino, ancora
lungo e faticoso, verso la formazione di uno Stato nazionale e
verso l'unità nazionale.
Si comprende perciò l'importanza di celebrare, a 200 anni
di distanza, un avvenimento di tale rilevanza. Importanza
politica e non soltanto storica.
Sono occorsi quasi 150 anni per veder concretizzarsi
l'aspirazione dei deputati cispadani nella combinazione dei
due fattori, l'unità nazionale e la Repubblica. Solo nel 1946,
infatti, il sogno del 1797 si è realizzato.
Questo duecentesimo anniversario cade in una fase
particolarmente delicata della vita repubblicana: stagione di
cambiamenti, di tensioni, di scontri dialettici; ma anche
stagione di grandi attese, di legittime aspirazioni, di
innovazione anche costituzionale.
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Cambiamenti assolutamente necessari che non devono però
mettere in discussione i valori essenziali su cui è costituita
e si è retta la nostra Repubblica: l'unità e la solidarietà
nazionale. Il processo di affermazione dell'autogestione
regionale, anche in una sua eventuale forma federativa, e
delle autonomie locali deve realizzarsi nella salvaguardia e
nel rafforzamento della identità e della coscienza nazionali,
di un comune sentire di tutti gli italiani, di regole ed
istituzioni condivise.
Proporre, in questo contesto difficile ma anche
stimolante, la celebrazione del bicentenario del tricolore
diventa segno dell'impegno, al quale i parlamentari della
Repubblica non possono sottrarsi, di riportare al centro della
riflessione degli italiani non solo i valori comuni di amor
patrio, unità e solidarietà, ma anche quelli della democrazia
come autogoverno e di opposizione ad ogni forma di dittatura;
di affermazione degli inviolabili diritti di libertà di ogni
uomo e donna indipendentemente da razza, colore, religione,
fede, credo personale e politico, ceto sociale. Significa
riproporre a tutti i nostri concittadini le grandi aspirazioni
ideali che, dal 1797 al 1946, sono state il motore di tanta
della nostra storia nazionale e che hanno trovato la loro
consacrazione nella Costituzione della Repubblica.
Questo bicentenario non può essere ridotto a celebrazione
di eventi storici certo importanti, anche se ormai distanti
nel tempo, ma divenire occasione, quanto mai necessaria, per
riflettere sulle ragioni della nostra unità e sulle nostre
aspirazioni per il terzo millennio ormai alle porte.
L'investimento finanziario proposto, invero modesto ma
certo non insignificante in questo difficile momento
economico, permetterà di strutturare una serie di iniziative
ad ampio respiro locale, nazionale ed europeo in grado di
testimoniare in maniera adeguata al mondo intero l'importanza
e l'indiscutibilità delle ragioni della nostra unità nazionale
di cui il tricolore, in quanto vessillo della nazione
italiana, è segno e simbolo.
Al di là degli aspetti celebrativi, certamente
indispensabili, l'occasione del bicentenario deve diventare
una valentissima opportunità in grado di offrire alle forze
economiche, sociali, culturali ed istituzionali uno dei
"grandi eventi" del biennio a venire, per culminare, nel 1997,
nell'evento in assoluto più importante dell'anno.
Questa celebrazione, come ogni grande evento, potrà dare
origine ad una serie complessa di iniziative locali, nazionali
ed internazionali: principali e collaterali. Potrà rinsaldare
rapporti operativi tra le numerose città italiane, come
Milano, Roma, Torino, Venezia, Bologna, Napoli, Firenze,
Palermo, protagoniste e testimoni di grandi accadimenti nella
storia nazionale, e le altre città della Penisola, grandi e
piccole, che hanno vissuto momenti ed avvenimenti di cui il
tricolore è stato testimone e simbolo. Dovrà aiutarci a
ricollocare gli avvenimenti della nostra storia nazionale nel
solco dei grandi fatti della storia europea e, di concerto,
rinsaldare i rapporti fra le nostre città e le capitali di
un'Europa mai come oggi a noi così vicina e pericolosamente
distante.
I rapporti culturali, economici, turistici del nostro
Paese con l'Europa sono, come tutti noi sappiamo, di primaria
importanza e la celebrazione del bicentenario del tricolore è
ottima occasione per veicolare all'estero una immagine
diversa, più positiva e globalmente più realistica
dell'Italia. I nostri problemi interni, le nostre complessità,
le nostre specificità sono elementi di un mosaico di difficile
lettura per i nostri partners europei (e spesso invero
anche per noi). Informare con pazienza e lealtà ma anche con
orgoglio è compito irrinunciabile per ristabilire un clima di
fiducia, scosso, nell'immaginario europeo, da troppi
accadimenti negativi. Difendere l'immagine del nostro Paese
significa, fuori da ogni retorica, aiutare concretamente tutti
coloro che sono chiamati ad operare in Europa e nel mondo:
operatori economici, lavoratori d'ogni settore produttivo,
dall'industria al turismo. Significa sostenere il "prodotto
Italia" nella sua globalità e con esso l'impegno degli
industriali, degli operai, degli artigiani, degli artisti e
dei troppo numerosi emigrati: di tutti coloro, cioè, per i
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quali l'Europa non è solo un'astrazione ma lo scenario
quotidiano di una attività concreta ed operosa senza la quale
il nostro Paese sarebbe infinitamente meno ricco, meno
progredito, meno civile.
Ecco in breve riassunte le motivazioni della presente
proposta di legge: ragioni che si legano con forza al momento
storico che il nostro Paese sta vivendo con le sue luci e le
sue ombre, i suoi lati positivi e quelli meno nobili ma anche
l'urgente bisogno di proporre all'esterno, proprio partendo
dalle ragioni della nostra convivenza, un'immagine corretta di
quello che siamo: un grande Paese fondato sul lavoro di tutti
i suoi cittadini e che tale desidera restare.
L'articolo 1 prevede che il giorno 7 gennaio, anniversario
del tricolore italiano, sia dichiarato giornata nazionale
della bandiera e che, con decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri, siano fissate le modalità delle celebrazioni
annuali, fermo restando il carattere non festivo del giorno
stesso, e sia istituito un Comitato nazionale, del quale
possono far parte i Presidenti della Camere, composto da venti
membri, scelti tra esponenti della cultura e delle
istituzioni, con il compito di organizzare le iniziative per
il bicentenario della bandiera, che cadrà il 7 gennaio
1997.
L'articolo 2 individua la copertura finanziaria.
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