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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


8102
DDL0442-0002
Progetto di legge Camera n. 442 - testo presentato - (DDL13-442)
(suddiviso in 4 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C442. TESTIPDL
...C442.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC442 ZZ13 ZZRL ZZPR
     Onorevoli Colleghi! - Il 7 gennaio 1797 a Reggio
  Emilia, i 110 deputati delle quattro città che avevano
  costituito la Repubblica Cispadana, adottarono il tricolore
  bianco, rosso e verde, quale bandiera del nuovo Stato.
     Erano i primi deputati eletti direttamente dal popolo
  (seppure con suffragio limitato) nella storia d'Italia e per
  molti di loro la neo-nata Repubblica era solo il primo passo
  per arrivare alla creazione di una "sola possente Repubblica
  italiana" fondata sulla libertà, l'indipendenza e la sovranità
  del popolo.
     La vita del nuovo Stato sarà brevissima: ma resta la sua
  importanza, non solo simbolica, quale rilevante svolta storica
  delle vicende dell'Italia moderna, del suo cammino, ancora
  lungo e faticoso, verso la formazione di uno Stato nazionale e
  verso l'unità nazionale.
     Si comprende perciò l'importanza di celebrare, a 200 anni
  di distanza, un avvenimento di tale rilevanza.  Importanza
  politica e non soltanto storica.
     Sono occorsi quasi 150 anni per veder concretizzarsi
  l'aspirazione dei deputati cispadani nella combinazione dei
  due fattori, l'unità nazionale e la Repubblica.  Solo nel 1946,
  infatti, il sogno del 1797 si è realizzato.
     Questo duecentesimo anniversario cade in una fase
  particolarmente delicata della vita repubblicana: stagione di
  cambiamenti, di tensioni, di scontri dialettici; ma anche
  stagione di grandi attese, di legittime aspirazioni, di
  innovazione anche costituzionale.
 
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     Cambiamenti assolutamente necessari che non devono però
  mettere in discussione i valori essenziali su cui è costituita
  e si è retta la nostra Repubblica: l'unità e la solidarietà
  nazionale.  Il processo di affermazione dell'autogestione
  regionale, anche in una sua eventuale forma federativa, e
  delle autonomie locali deve realizzarsi nella salvaguardia e
  nel rafforzamento della identità e della coscienza nazionali,
  di un comune sentire di tutti gli italiani, di regole ed
  istituzioni condivise.
     Proporre, in questo contesto difficile ma anche
  stimolante, la celebrazione del bicentenario del tricolore
  diventa segno dell'impegno, al quale i parlamentari della
  Repubblica non possono sottrarsi, di riportare al centro della
  riflessione degli italiani non solo i valori comuni di amor
  patrio, unità e solidarietà, ma anche quelli della democrazia
  come autogoverno e di opposizione ad ogni forma di dittatura;
  di affermazione degli inviolabili diritti di libertà di ogni
  uomo e donna indipendentemente da razza, colore, religione,
  fede, credo personale e politico, ceto sociale.  Significa
  riproporre a tutti i nostri concittadini le grandi aspirazioni
  ideali che, dal 1797 al 1946, sono state il motore di tanta
  della nostra storia nazionale e che hanno trovato la loro
  consacrazione nella Costituzione della Repubblica.
     Questo bicentenario non può essere ridotto a celebrazione
  di eventi storici certo importanti, anche se ormai distanti
  nel tempo, ma divenire occasione, quanto mai necessaria, per
  riflettere sulle ragioni della nostra unità e sulle nostre
  aspirazioni per il terzo millennio ormai alle porte.
     L'investimento finanziario proposto, invero modesto ma
  certo non insignificante in questo difficile momento
  economico, permetterà di strutturare una serie di iniziative
  ad ampio respiro locale, nazionale ed europeo in grado di
  testimoniare in maniera adeguata al mondo intero l'importanza
  e l'indiscutibilità delle ragioni della nostra unità nazionale
  di cui il tricolore, in quanto vessillo della nazione
  italiana, è segno e simbolo.
     Al di là degli aspetti celebrativi, certamente
  indispensabili, l'occasione del bicentenario deve diventare
  una valentissima opportunità in grado di offrire alle forze
  economiche, sociali, culturali ed istituzionali uno dei
  "grandi eventi" del biennio a venire, per culminare, nel 1997,
  nell'evento in assoluto più importante dell'anno.
     Questa celebrazione, come ogni grande evento, potrà dare
  origine ad una serie complessa di iniziative locali, nazionali
  ed internazionali: principali e collaterali.  Potrà rinsaldare
  rapporti operativi tra le numerose città italiane, come
  Milano, Roma, Torino, Venezia, Bologna, Napoli, Firenze,
  Palermo, protagoniste e testimoni di grandi accadimenti nella
  storia nazionale, e le altre città della Penisola, grandi e
  piccole, che hanno vissuto momenti ed avvenimenti di cui il
  tricolore è stato testimone e simbolo.  Dovrà aiutarci a
  ricollocare gli avvenimenti della nostra storia nazionale nel
  solco dei grandi fatti della storia europea e, di concerto,
  rinsaldare i rapporti fra le nostre città e le capitali di
  un'Europa mai come oggi a noi così vicina e pericolosamente
  distante.
     I rapporti culturali, economici, turistici del nostro
  Paese con l'Europa sono, come tutti noi sappiamo, di primaria
  importanza e la celebrazione del bicentenario del tricolore è
  ottima occasione per veicolare all'estero una immagine
  diversa, più positiva e globalmente più realistica
  dell'Italia.  I nostri problemi interni, le nostre complessità,
  le nostre specificità sono elementi di un mosaico di difficile
  lettura per i nostri  partners  europei (e spesso invero
  anche per noi).  Informare con pazienza e lealtà ma anche con
  orgoglio è compito irrinunciabile per ristabilire un clima di
  fiducia, scosso, nell'immaginario europeo, da troppi
  accadimenti negativi.  Difendere l'immagine del nostro Paese
  significa, fuori da ogni retorica, aiutare concretamente tutti
  coloro che sono chiamati ad operare in Europa e nel mondo:
  operatori economici, lavoratori d'ogni settore produttivo,
  dall'industria al turismo.  Significa sostenere il "prodotto
  Italia" nella sua globalità e con esso l'impegno degli
  industriali, degli operai, degli artigiani, degli artisti e
  dei troppo numerosi emigrati: di tutti coloro, cioè, per i
 
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  quali l'Europa non è solo un'astrazione ma lo scenario
  quotidiano di una attività concreta ed operosa senza la quale
  il nostro Paese sarebbe infinitamente meno ricco, meno
  progredito, meno civile.
     Ecco in breve riassunte le motivazioni della presente
  proposta di legge: ragioni che si legano con forza al momento
  storico che il nostro Paese sta vivendo con le sue luci e le
  sue ombre, i suoi lati positivi e quelli meno nobili ma anche
  l'urgente bisogno di proporre all'esterno, proprio partendo
  dalle ragioni della nostra convivenza, un'immagine corretta di
  quello che siamo: un grande Paese fondato sul lavoro di tutti
  i suoi cittadini e che tale desidera restare.
     L'articolo 1 prevede che il giorno 7 gennaio, anniversario
  del tricolore italiano, sia dichiarato giornata nazionale
  della bandiera e che, con decreto del Presidente del Consiglio
  dei ministri, siano fissate le modalità delle celebrazioni
  annuali, fermo restando il carattere non festivo del giorno
  stesso, e sia istituito un Comitato nazionale, del quale
  possono far parte i Presidenti della Camere, composto da venti
  membri, scelti tra esponenti della cultura e delle
  istituzioni, con il compito di organizzare le iniziative per
  il bicentenario della bandiera, che cadrà il 7 gennaio
  1997.
     L'articolo 2 individua la copertura finanziaria.
 
DATA=960509 FASCID=DDL13-442 TIPOSTA=DDL LEGISL=13 NCOMM= SEDE=PR NSTA=0442 TOTPAG=0004 TOTDOC=0004 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=008 PAGFIN=0003 RIGFIN=025 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=3 SORTRES= SORTDDL=044200 00 FASCIDC=13DDL0442 SORTNAV=0044200 000 00000 ZZDDLC442 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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