| Onorevoli Colleghi! - Lo scopo della presente proposta
di legge è quello di impostare una politica di valorizzazione
delle infrastrutture demaniali militari dismissibili mettendo
in funzione un meccanismo di offerta dei beni pubblici non più
necessari od utili per l'espletamento dei compiti delle Forze
armate e di domanda di riuso civile di questi stessi beni per
impieghi coerenti con la pianificazione territoriale di
regioni e province da parte di soggetti pubblici (ed
eventualmente, anche privati) che documentino il proprio
interesse al riguardo.
All'Amministrazione della difesa, in collaborazione con
l'Amministrazione finanziaria dello Stato, viene affidato il
compito di censire e schedare i beni demaniali giudicati
dismissibili nel quadro della transizione dal vecchio al nuovo
modello di difesa che - come è noto - comporta il disimpegno
di rilevanti insediamenti della difesa (aeroporti, arsenali,
stabilimenti, centri tecnici e di servizio, caserme,
magazzini, depositi, unità operative di sanità, di
addestramento, di amministrazione, eccetera) a fronte di una
domanda pubblica di sicurezza globale che viceversa propone
esigenze attinenti alla dislocazione di sistemi tecnologici di
prevenzione e di soccorso all'emergenza per la difesa del
suolo, del mare, delle aree protette, ed altresì per la tutela
dall'inquinamento (aria, rumore, ambiente marino,
eccetera).
La proposta che presentiamo attribuisce inoltre alla
Amministrazione della difesa, in collaborazione con
l'Amministrazione finanziaria dello Stato, il compito di
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acquisire le domande di riuso civile avanzate da soggetti
pubblici, singoli od organizzati in accordi di programma, ed
altresì da soggetti pubblici e privati, parimenti organizzati
ed associati, domande di riuso che debbono assumere la forma
di progetti finalizzati immediatamente spendibili in
riferimento ai programmi nazionali e comunitari di intervento
(per esempio, in sede italiana, il fondo di conversione per il
sostegno alle tecnologie duali e per l'agevolazione dei
progetti di riuso; in sede comunitaria, il programma
denominato CONVER).
La presente proposta non trascura di precisare che i
progetti finalizzati, per essere giudicati congrui, debbono
esporre positivamente il rapporto costi-benefìci e ipotizzare
una gestione di valorizzazione dei beni che accresca la
consistenza funzionale del demanio statale.
Per questa ragione, senza entrare nel merito delle
infinite ipotesi di riuso, si dettano alcuni criteri guida
attinenti sia al recupero dei contenuti
storici-culturali-monumentali dei beni stessi, sia alla
attitudine dei beni stessi di fungere da contenitori di
attività di ricerca culturale, scientifica, tecnologica,
educativa, di formazione e di addestramento.
In sostanza, si ipotizzano diversi livelli di riuso:
quello monumentale, storico, ar-tistico, restituendo il bene
alle sue originarie destinazioni ed inserendolo nei circuiti
turistico-culturali esistenti; quello infrastrutturale di
servizio per le altre amministrazioni operanti sul territorio
(dalla protezione civile, alla giustizia, ai lavori pubblici,
eccetera); quello infrastrutturale di riconversione per altre
destinazioni pubbliche e civili redditizie.
Tutte le forme di trasferimento possono essere esercitate
procedendo da quelle a costi conguagliabili nell'ambito dello
Stato, a quelle basate sulla permuta (previa modifica del
regio decreto-legge 28 novembre 1938, n.2000), a quelle infine
dell'alienazione.
Unitamente alla valorizzazione del demanio statale la
proposta di legge si propone di consentirne l'arricchimento in
funzione del nuovo modello di difesa la cui attivazione
richiede insediamenti infrastrutturali adeguati in altre sedi
territoriali da parte delle Forze armate rischierate sul
territorio.
Gli introiti derivanti dalla applicazione del circuito
ipotizzato sono destinati all'alleggerimento della spesa
statale sotto forma di autofinanziamento concesso
all'Amministrazione della difesa per la migliore realizzazione
dei compiti ad essa assegnati.
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