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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


8157
DDL0449-0002
Progetto di legge Camera n. 449 - testo presentato - (DDL13-449)
(suddiviso in 8 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C449. TESTIPDL
...C449.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC449 ZZ13 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! - Nel corso della XII legislatura,
  il problema dello smaltimento dei rifiuti e del riciclaggio o
  riutilizzo dei residui - oltre a suscitare vasta eco sui mezzi
  di informazione, per le numerose e gravi implicazioni di
  carattere economico ed ambientale - è stato oggetto di
  un'approfondito esame da parte della Commissione ambiente,
  territorio e lavori pubblici della Camera dei deputati,
  nell'ambito di un'indagine conoscitiva deliberata il 21 giugno
  1994, in occasione della discussione per la conversione in
  legge del decreto-legge 6 maggio 1994, n. 279, riguardante le
  materie prime secondarie.
     L'intenso ed articolato dibattito svoltosi nella
  Commissione ambiente, nel corso delle numerose audizioni di
  soggetti coinvolti nel complesso processo della produzione e
  della gestione dei rifiuti, ha fornito un quadro molto
  preoccupante della situazione relativa allo smaltimento dei
  rifiuti, anche in relazione al ruolo che la criminalità
  organizzata sta assumendo in questo settore in molte zone del
  Paese ed in particolare nel Mezzogiorno.
     Tale situazione è caratterizzata innanzitutto da un quadro
  normativo - strutturato negli anni ottanta - di estrema
  complessità, costituito da molteplici disposizioni di varia
  natura (normativa comunitaria, leggi nazionali, leggi
  regionali, decreti ministeriali), adottate spesso sotto la
  spinta dell'urgenza e quindi tali da generare forti problemi
  applicativi.  Da tale quadro conseguono: controlli inesistenti
  o comunque inefficaci, interventi sempre più diffusi della
  magistratura (peraltro, all'interno di un sistema
  sanzionatorio palesemente inadeguato), inefficienze delle
  pubbliche amministrazioni, scarsità di strutture e di risorse
  degli enti locali.
 
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  Inoltre, dai dati economici emerge che nel
  nostro Paese il 90 per cento dei rifiuti finisce in discarica
  e soltanto il 4 per cento viene trasformato, mentre nel resto
  d'Europa la situazione si capovolge e la gran parte dei
  rifiuti viene recuperata, riciclata o reimpiegata.  L'aver
  privilegiato le discariche, invece della selezione e del
  recupero dei materiali contenuti nella massa dei rifiuti, ha
  inoltre dato luogo alla diffusione di un  business
  malavitoso su discariche abusive o comunque non controllate e
  sullo stesso trasporto dei rifiuti (oggetto di indagine anche
  da parte della Commissione parlamentare di inchiesta sul
  fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali
  similari).
     La complessità e la gravità dei problemi in tale settore
  hanno fatto sorgere l'esigenza di disporre di uno strumento
  che non si limitasse ad offrire una visione statica del
  fenomeno, ma che consentisse di effettuare accertamenti e
  verificare le responsabilità, nonché di formulare le
  conseguenti proposte di carattere legislativo e amministrativo
  per rendere più efficiente, coordinata ed incisiva l'azione
  dello Stato, delle regioni e degli enti locali.
     Sulla base di tale esigenza, la Camera dei deputati, con
  deliberazione del 20 giugno 1995, ha approvato l'istituzione
  di una Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei
  rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse.  La
  Commissione si è formalmente insediata il 27 luglio 1995 ed ha
  concluso i propri lavori l'11 marzo 1996, approvando la sua
  relazione conclusiva.  Nel corso della sua attività, essa ha
  svolto numerose audizioni di rappresentanti di enti ed
  associazioni competenti nella materia, nonché alcuni
  sopralluoghi per verificare determinate realtà locali.
  L'indagine svolta dalla Commissione ha avuto ad oggetto
  l'intera problematica concernente il ciclo delle varie
  tipologie di rifiuti, concentrando l'attenzione sui rifiuti
  solidi urbani, su quelli industriali tossico-nocivi e su
  quelli radioattivi, le tre categorie senz'altro più
  significative in termini di quantità e di pericolosità nel
  caso di smaltimenti illeciti.  Relativamente a tale
  problematica la Commissione ha svolto un'approfondita indagine
  sugli aspetti concernenti i cosiddetti traffici abusivi
  (soffermandosi anche sulla delicata questione dello
  smaltimento in mare dei rifiuti radioattivi), nei quali è
  apparsa in tutta la sua evidenza e pericolosità
  l'infiltrazione della criminalità organizzata.
     La Commissione di inchiesta ha costituito un osservatorio
  parlamentare sulle tematiche connesse al ciclo dei rifiuti ed
  alle attività illecite ad esso connesse ed ha certamente
  rappresentato un segnale di interesse per l'avvio a soluzione
  di una questione che coinvolge non soltanto problemi di
  presenza criminali o di amministrazioni corrotte od incapaci,
  ma anche rilevanti interessi ambientali.  Fin dall'atto del suo
  insediamento, la Commissione ha rappresentato un valido
  interlocutore per la magistratura, per le forze dell'ordine,
  per gli organi centrali e periferici aventi competenze nella
  materia e per le amministrazioni locali.  I sopralluoghi della
  Commissione sono stati spesso accompagnati dalle richieste
  pressanti e piene di aspettative dei cittadini e di
  rappresentanze di organizzazioni locali.  Grazie all'ingente
  mole di documentazione acquisita dalla Commissione, si è in
  grado di abbandonare lo stadio di conoscenza episodico e
  parziale cui si era finora pervenuti e di avviare un processo
  cognitivo completo e continuo.  Il lavoro svolto ha offerto una
  metodologia di indagine che consente una rappresentazione
  della realtà più fedele alla complessità ed alla generalità
  dei problemi, che sicuramente - se saranno sviluppate le
  attività già avviate - porterà ad una riflessione più
  complessiva del problema ed impedirà di ricorrere a soluzioni
  normative parziali e non incisive.
     Per questi motivi, si ritiene opportuno riproporre anche
  nella XIII legislatura la costituzione di una Commissione di
  inchiesta avente il medesimo oggetto.  A tale proposito e
  tenendo conto che il Senato della Repubblica, con
  deliberazione del 12 ottobre 1995, aveva istituito un'analoga
  Commissione di inchiesta avente come specifico oggetto le
  attività poste in essere dalle pubbliche amministrazioni
  centrali e periferiche, la presente proposta mira
 
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  all'istituzione di una Commissione bicamerale, nelle cui
  competenze sia ricompreso lo specifico profilo che mosse il
  Senato a quella scelta.  Si tratta infatti di un aspetto che
  non può essere trascurato, perché spesso l'attività della
  pubblica amministrazione si intreccia con gli interessi di una
  imprenditoria eccessivamente disinvolta e con attività
  illecite di soggetti legati alla criminalità.  Si tratta di
  molteplici aspetti di un unico problema, che richiedono un
  osservatorio unitario, stesse modalità di approccio e analoghi
  procedimenti di indagine.
 
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