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Onorevoli Colleghi! - Il testo unificato delle proposte
di legge nn. 444 e 1229, approvato dalla VIII Commissione in
sede referente e ora sottoposto all'esame dell'Assemblea, ha
per oggetto l'istituzione di una Commissione parlamentare di
inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sul ruolo della criminalità
organizzata.
Nella XII legislatura la Camera dei Deputati istituì, con
delibera del 20 giugno 1995, una Commissione monocamerale di
inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad
esso connesse, alla luce di gravi fenomeni di smaltimento
illegale dei rifiuti e del ruolo in essi della criminalità
organizzata, denunciati da comitati di cittadini e da
associazioni ambientaliste (si ricorda al riguardo il rapporto
Rifiuti Spa della Lega Ambiente). Tali situazioni erano state
evidenziate anche nei lavori della Commissione parlamentare
d'inchiesta sul fenomeno della mafia ed altre associazioni
criminali similari. La Commissione d'inchiesta, presieduta
dall'onorevole Scalia, svolse i propri lavori in un arco di
tempo limitato (poco più di sei mesi) ma sufficiente per
evidenziare come la situazione di illegalità nelle attività
connesse allo smaltimento dei rifiuti fosse ancor più
complessa, diffusa e grave rispetto alle ipotesi iniziali.
Lo scioglimento anticipato delle Camere non consentì il
prosieguo dei lavori, finalizzati ad accertare l'estensione
del fenomeno, ad evidenziarne le ragioni e ad individuare i
possibili rimedi anche dal punto di vista normativo.
La Commissione d'inchiesta, nella seduta dell'11 marzo
1996, approvò all'unanimità una relazione conclusiva,
presentata all'Assemblea ai sensi dell'articolo 2, comma 1,
lettera e) della delibera istitutiva, nella quale, tra
l'altro, si sottolineava la necessità di una rapida
ricostituzione dell'organismo parlamentare nella nuova
legislatura.
Il Senato, consapevole della gravità del fenomeno, con
delibera del 12 ottobre 1995 aveva anch'esso istituito una
Commissione di inchiesta sul fenomeno dei rifiuti e sulle
attività poste in essere in materia delle pubbliche
Amministrazioni centrali e periferiche; tale Commissione,
però, non fu mai insediata a causa dell'anticipato
scioglimento della legislatura.
Anche per questi motivi la VIII Commissione ritiene
opportuno istituire, nella presente legislatura, una
Commissione d'inchiesta bicamerale, che possa costituire un
osservatorio unitario delle due Camere, con modalità
d'approccio e procedimenti di indagine univoci.
E' da sottolineare che il lavoro svolto dalla Commissione
d'inchiesta della Camera nella XII legislatura ha in
particolare una sua rilevanza al fine di un'analisi della
"congruità" degli attuali strumenti normativi e dell'azione
dei pubblici poteri, in modo specifico per quanto riguarda il
sistema dei controlli.
L'attuale normativa relativa all'intero ciclo dei rifiuti
è eccessivamente frammentaria e contempla troppi segmenti di
competenze e troppi soggetti titolati ad intervenire nei
controlli. La diffusione di tali controlli non ha portato, per
altro, ad una più oculata gestione, ma ad una parcellizzazione
delle responsabilità che ha prodotto, da una parte, la
politica del non decidere, del non fare e del rinviare,
dall'altra, l'impossibilità di individuare i veri responsabili
dei gravissimi fatti riscontrati nel corso delle indagini.
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In sede della auspicabile prossima revisione dell'intera
normativa sui rifiuti, che dovrebbe avvenire con un decreto
legislativo, occorrerà rivedere globalmente la tematica dei
controlli e puntare, anziché sulla moltiplicazione dei
soggetti preposti a tale funzione, sull'individuazione di
precise responsabilità e sull'inasprimento delle misure
sanzionatorie, evitando per altro un eccessivo affidamento
alle sanzioni di carattere penale. In questo contesto,
occorrerà altresì operare un potenziamento dei presidi del
Nucleo operativo ecologico dell'Arma dei Carabinieri
(l'attuale organico di 125 uomini è insufficiente), secondo
una più diffusa articolazione sul territorio nazionale
prevedendo eventualmente un presidio per ogni regione.
La richiamata relazione conclusiva della Commissione che
ha lavorato nella XII legislatura, preceduta da una relazione
trimestrale approvata il 21 dicembre 1995, rappresenta il
compendio dell'attività d'inchiesta, costituita da audizioni,
missioni ed incontri. Essa rappresenta già un primo valido
supporto per la migliore comprensione delle problematiche del
settore e per la redazione di una più organica ed avanzata
legislazione auspicata con forza ormai da diverse legislature;
tuttavia il lavoro avviato richiede ora un adeguato
approfondimento e completamento.
Per questi motivi, si propone ora all'Assemblea di
approvare il testo unificato in oggetto, istitutivo di una
Commissione bicamerale d'inchiesta con una durata di due anni.
I poteri della stessa sono, ai sensi dell'articolo 82 della
Costituzione, i medesimi dell'autorità giudiziaria. Quanto
agli obiettivi cui deve tendere l'istituenda Commissione, a
quelli già individuati per la Commissione che ha operato nella
precedente legislatura si è ora aggiunto lo specifico profilo
della verifica delle attività delle pubbliche amministrazioni.
Si tratta di un aspetto che non può essere trascurato in un
esame generale della complessa tematica, in quanto spesso
l'attività della pubblica amministrazione si intreccia con gli
interessi di una imprenditoria troppo disinvolta e, spesso,
con illeciti di soggetti legati alla criminalità economica.
Più analiticamente, l'articolo 1 del testo unificato
istituisce la Commissione parlamentare d'inchiesta e ne
definisce le finalità; l'articolo 2 ne determina la
composizione; l'articolo 3 disciplina le testimonianze;
l'articolo 4 determina le modalità di richiesta di atti e
documenti; l'articolo 5 disciplina l'obbligo del segreto;
l'articolo 6 disciplina le modalità organizzative della
Commissione.
Nella seduta conclusiva dell'esame in sede referente, la
Commissione VIII si è riservata di valutare nel corso
dell'esame in Assemblea il parere espresso dalla Commissione
Affari costituzionali, nei confronti del quale è comunque già
emerso un orientamento sostanzialmente favorevole.
In conclusione si raccomanda all'Assemblea una sollecita
approvazione del testo unificato al fine di consentire al più
presto l'espressione dell'altro ramo del Parlamento e l'avvio
dei lavori dell'istituendo organo.
Franco Gerardini,relatore
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