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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


8165
DDL0449-0002
Relazione Camera n. 449-A (DDL13-449-A)
(suddiviso in 23 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.2 dello stampato)
...C449A, C1229A. TESTIPDL
...C449A, C1229A.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNAVA ZZDDLC449A ZZ13 ZZRL ZZRM
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     Onorevoli Colleghi! - Il testo unificato delle proposte
  di legge nn. 444 e 1229, approvato dalla VIII Commissione in
  sede referente e ora sottoposto all'esame dell'Assemblea, ha
  per oggetto l'istituzione di una Commissione parlamentare di
  inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sul ruolo della criminalità
  organizzata.
     Nella XII legislatura la Camera dei Deputati istituì, con
  delibera del 20 giugno 1995, una Commissione monocamerale di
  inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad
  esso connesse, alla luce di gravi fenomeni di smaltimento
  illegale dei rifiuti e del ruolo in essi della criminalità
  organizzata, denunciati da comitati di cittadini e da
  associazioni ambientaliste (si ricorda al riguardo il rapporto
  Rifiuti Spa della Lega Ambiente).  Tali situazioni erano state
  evidenziate anche nei lavori della Commissione parlamentare
  d'inchiesta sul fenomeno della mafia ed altre associazioni
  criminali similari.  La Commissione d'inchiesta, presieduta
  dall'onorevole Scalia, svolse i propri lavori in un arco di
  tempo limitato (poco più di sei mesi) ma sufficiente per
  evidenziare come la situazione di illegalità nelle attività
  connesse allo smaltimento dei rifiuti fosse ancor più
  complessa, diffusa e grave rispetto alle ipotesi iniziali.
     Lo scioglimento anticipato delle Camere non consentì il
  prosieguo dei lavori, finalizzati ad accertare l'estensione
  del fenomeno, ad evidenziarne le ragioni e ad individuare i
  possibili rimedi anche dal punto di vista normativo.
     La Commissione d'inchiesta, nella seduta dell'11 marzo
  1996, approvò all'unanimità una relazione conclusiva,
  presentata all'Assemblea ai sensi dell'articolo 2, comma 1,
  lettera  e)  della delibera istitutiva, nella quale, tra
  l'altro, si sottolineava la necessità di una rapida
  ricostituzione dell'organismo parlamentare nella nuova
  legislatura.
     Il Senato, consapevole della gravità del fenomeno, con
  delibera del 12 ottobre 1995 aveva anch'esso istituito una
  Commissione di inchiesta sul fenomeno dei rifiuti e sulle
  attività poste in essere in materia delle pubbliche
  Amministrazioni centrali e periferiche; tale Commissione,
  però, non fu mai insediata a causa dell'anticipato
  scioglimento della legislatura.
     Anche per questi motivi la VIII Commissione ritiene
  opportuno istituire, nella presente legislatura, una
  Commissione d'inchiesta bicamerale, che possa costituire un
  osservatorio unitario delle due Camere, con modalità
  d'approccio e procedimenti di indagine univoci.
     E' da sottolineare che il lavoro svolto dalla Commissione
  d'inchiesta della Camera nella XII legislatura ha in
  particolare una sua rilevanza al fine di un'analisi della
  "congruità" degli attuali strumenti normativi e dell'azione
  dei pubblici poteri, in modo specifico per quanto riguarda il
  sistema dei controlli.
     L'attuale normativa relativa all'intero ciclo dei rifiuti
  è eccessivamente frammentaria e contempla troppi segmenti di
  competenze e troppi soggetti titolati ad intervenire nei
  controlli.  La diffusione di tali controlli non ha portato, per
  altro, ad una più oculata gestione, ma ad una parcellizzazione
  delle responsabilità che ha prodotto, da una parte, la
  politica del non decidere, del non fare e del rinviare,
  dall'altra, l'impossibilità di individuare i veri responsabili
  dei gravissimi fatti riscontrati nel corso delle indagini.
 
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     In sede della auspicabile prossima revisione dell'intera
  normativa sui rifiuti, che dovrebbe avvenire con un decreto
  legislativo, occorrerà rivedere globalmente la tematica dei
  controlli e puntare, anziché sulla moltiplicazione dei
  soggetti preposti a tale funzione, sull'individuazione di
  precise responsabilità e sull'inasprimento delle misure
  sanzionatorie, evitando per altro un eccessivo affidamento
  alle sanzioni di carattere penale.  In questo contesto,
  occorrerà altresì operare un potenziamento dei presidi del
  Nucleo operativo ecologico dell'Arma dei Carabinieri
  (l'attuale organico di 125 uomini è insufficiente), secondo
  una più diffusa articolazione sul territorio nazionale
  prevedendo eventualmente un presidio per ogni regione.
     La richiamata relazione conclusiva della Commissione che
  ha lavorato nella XII legislatura, preceduta da una relazione
  trimestrale approvata il 21 dicembre 1995, rappresenta il
  compendio dell'attività d'inchiesta, costituita da audizioni,
  missioni ed incontri.  Essa rappresenta già un primo valido
  supporto per la migliore comprensione delle problematiche del
  settore e per la redazione di una più organica ed avanzata
  legislazione auspicata con forza ormai da diverse legislature;
  tuttavia il lavoro avviato richiede ora un adeguato
  approfondimento e completamento.
     Per questi motivi, si propone ora all'Assemblea di
  approvare il testo unificato in oggetto, istitutivo di una
  Commissione bicamerale d'inchiesta con una durata di due anni.
  I poteri della stessa sono, ai sensi dell'articolo 82 della
  Costituzione, i medesimi dell'autorità giudiziaria.  Quanto
  agli obiettivi cui deve tendere l'istituenda Commissione, a
  quelli già individuati per la Commissione che ha operato nella
  precedente legislatura si è ora aggiunto lo specifico profilo
  della verifica delle attività delle pubbliche amministrazioni.
  Si tratta di un aspetto che non può essere trascurato in un
  esame generale della complessa tematica, in quanto spesso
  l'attività della pubblica amministrazione si intreccia con gli
  interessi di una imprenditoria troppo disinvolta e, spesso,
  con illeciti di soggetti legati alla criminalità economica.
     Più analiticamente, l'articolo 1 del testo unificato
  istituisce la Commissione parlamentare d'inchiesta e ne
  definisce le finalità; l'articolo 2 ne determina la
  composizione; l'articolo 3 disciplina le testimonianze;
  l'articolo 4 determina le modalità di richiesta di atti e
  documenti; l'articolo 5 disciplina l'obbligo del segreto;
  l'articolo 6 disciplina le modalità organizzative della
  Commissione.
     Nella seduta conclusiva dell'esame in sede referente, la
  Commissione VIII si è riservata di valutare nel corso
  dell'esame in Assemblea il parere espresso dalla Commissione
  Affari costituzionali, nei confronti del quale è comunque già
  emerso un orientamento sostanzialmente favorevole.
     In conclusione si raccomanda all'Assemblea una sollecita
  approvazione del testo unificato al fine di consentire al più
  presto l'espressione dell'altro ramo del Parlamento e l'avvio
  dei lavori dell'istituendo organo.
  Franco Gerardini,relatore
 
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