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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


8188
DDL0450-0002
Progetto di legge Camera n. 450 - testo presentato - (DDL13-450)
(suddiviso in 10 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C450. TESTIPDL
...C450.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC450 ZZ13 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! - Nel corso della XII legislatura
  il problema dello smaltimento dei rifiuti e del riciclaggio o
  riutilizzo dei residui - oltre a suscitare vasta eco sui mezzi
  di informazione, per le numerose e gravi implicazioni di
  carattere economico ed ambientale - è stato oggetto di un
  approfondito esame da parte della Commissione ambiente,
  territorio e lavori pubblici della Camera dei deputati,
  nell'ambito di un'indagine conoscitiva deliberata il 21 giugno
  1994, in occasione della discussione per la conversione del
  decreto-legge 6 maggio 1994, n. 279, riguardante le materie
  prime secondarie.
     L'intenso ed articolato dibattito svoltosi nella
  Commissione ambiente, nel corso delle numerose audizioni di
  soggetti coinvolti nel complesso processo della produzione e
  della gestione dei rifiuti, ha fornito un quadro molto
  preoccupante della situazione relativa allo smaltimento dei
  rifiuti, anche in relazione al ruolo che la criminalità
  organizzata sta assumendo in questo settore in molte zone del
  paese ed in particolare nel Mezzogiorno.
     Tale situazione è caratterizzata innanzitutto da un quadro
  normativo - strutturato negli anni ottanta - di estrema
  complessità, costituito da molteplici disposizioni di varia
  natura (normativa comunitaria, leggi nazionali, leggi
  regionali, decreti ministeriali), adottate spesso sotto la
  spinta dell'urgenza e quindi tali da generare forti problemi
  applicativi.  Da tale quadro conseguono: controlli inesistenti
  o comunque inefficaci, interventi sempre più diffusi della
  magistratura (peraltro, all'interno di un sistema
  sanzionatorio palesemente inadeguato), inefficienze delle
  pubbliche amministrazioni, scarsità di strutture e di risorse
  degli enti locali.  Inoltre, dai dati economici e dalle
 
                               Pag. 2
 
  risultanze della specifica Commissione di inchiesta costituita
  nella XII legislatura emerge che nel nostro Paese il 90 per
  cento dei rifiuti finisce in discarica e soltanto il 4 per
  cento viene trasformato, mentre nel resto d'Europa la
  situazione si capovolge e la gran parte dei rifiuti viene
  recuperata, riciclata o reimpiegata.  L'aver privilegiato le
  discariche, invece della selezione e del recupero dei
  materiali contenuti nella massa dei rifiuti, ha inoltre dato
  luogo alla diffusione di un  business  malavitoso su
  discariche abusive o comunque non controllate e sullo stesso
  trasporto dei rifiuti (oggetto di indagine anche da parte
  della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della
  mafia e sulle altre associazioni criminali similari).
     La descritta situazione si connota di elementi di
  particolare gravità nella regione Campania.  Da anni si parla
  di discariche abusive che nel sud - con evidenti consensi a
  livello locale - vengono utilizzate dalle grandi industrie di
  tutto il Paese che operano con la complicità di
  autotrasportatori senza scrupoli, ai quali non viene richiesta
  la certificazione del deposito in un impianto autorizzato che
  garantisca il corretto e legale smaltimento.  Vanno inoltre
  segnalate probabilissime, illecite operazioni che alimentano
  un traffico sempre più intenso di false certificazioni, con un
  triste e preoccupante fiorire di discariche abusive, come
  dimostrano le vicende di Castelvolturno, Villa Literno,
  Giugliano, Ercolano, Villa di Briano, Vairano Patenora,
  Pignataro Maggiore, Sessa Aurunca, Pianura, Roccarainola,
  Cercola, Pozzuoli, Villaricca, Somma Vesuviana, Maddaloni,
  Casal di Principe, Piedimonte Matese, Sant'Agata dei Goti,
  Monteverde Irpino, Cava dei Tirreni, Acerra e Calabritto.
  Basti pensare che perfino le cave dalle quali è stato estratto
  il materiale per la costruzione della rete autostradale
  Caserta-Salerno e Napoli-Nola-Baiano sono oggi diventate
  discariche abusive!  Tutto ciò ha determinato la mutazione
  della zona flegrea, i cui laghi sono diventati fetidi
  acquitrini e squallidi sversatoi, trasformando tutta la zona
  in un'enorme "pattumiera" non solo di rifiuti solidi urbani ma
  anche industriali, chimici e perfino ospedalieri: una miscela
  esplosiva di veleni abbandonati in siti non attrezzati con
  adeguata impermeabilizzazione e privi di strutture di
  sicurezza e di riciclaggio.
     L'affare nell'affare è poi sicuramente quello del
  trasporto in Campania di tonnellate di rifiuti tossici
  industriali provenienti dal nord Italia, con un giro di affari
  che sembrerebbe attestarsi intorno ai 1.500 miliardi sui
  quali, sembra certo, non manca di farsi sentire la malavita
  organizzata.
     E' in questo quadro che si colloca la necessità di una
  Commissione di inchiesta che faccia luce sulle responsabilità
  pubbliche e provate che in Campania hanno portato ad un
  gravissimo inquinamento dell'ambiente sotto il profilo sia
  naturale che sociale.
 
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