| Onorevoli Colleghi! - I beni archeologici di cui è
ricca la provincia di Benevento rivestono, per valutazione
comune a tutti gli studiosi ed ai fruitori di essi, un
interesse straordinario sotto il profilo storico, artistico e
culturale. A fronte di un patrimonio tanto cospicuo, gli
interventi di tutela e di valorizzazione appaiono invero non
sufficientemente adeguati a consentire una fruizione ottimale
di una ricchezza incommensurabile, tale non soltanto per il
Sannio ma per tutto il nostro Paese. Si tratta di un insieme
eccezionale di testimonianze e memorie delle civiltà del
passato che meriterebbero di essere gestite in base ad
un'impostazione culturale caratterizzata in termini di
investimento, con riferimento non soltanto all'aspetto
economico ma anche e soprattutto a quello di utilità
sociale.
Attualmente la competenza sui beni archeologici della
provincia di Benevento è attribuita alla soprintendenza
archeologica di Salerno, cui è ricondotta una sfera di
gestione territoriale troppo ampia e, quindi, inidonea a
conferire la dovuta efficacia agli interventi ed alle
iniziative da intraprendere. Va infatti considerato che il
patrimonio archeologico della provincia di Benevento, oltre ad
essere particolarmente ricco, presenta specifiche peculiarità,
come testimoniano i ritrovamenti, peraltro parziali, negli
antichi insediamenti di Caudium e di Telesia e i recenti
rinvenimenti, di valore inestimabile, in un'area vicina al
capoluogo, in contrada Cellarulo.
In definitiva, ragioni di ordine funzionale, oltre che di
unitarietà culturale e storica, esigono l'istituzione di una
soprintendenza archeologica del Sannio, essendo stata delusa
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l'aspettativa, continuamente caldeggiata dal gruppo del
MSI-destra nazionale, prima, e da quello di Alleanza
nazionale, dopo, di pervenire in tempi brevi ad una organica
ridefinizione delle norme contenute nel decreto del Presidente
della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, relative
all'organizzazione del Ministero per i beni culturali e
ambientali.
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