| Onorevoli Colleghi! - Nel corso della X legislatura la
commissione attività produttive, commercio e turismo della
Camera dei deputati affrontò concretamente la problematica
relativa all'esercizio ed alla gestione delle case da gioco,
facendo registrare un'ampia convergenza sul contenuto e
sull'impostazione di un testo unificato redatto sulla base di
una pluralità di proposte di legge, tra di loro anche
eterogenee, presentate in materia da parlamentari appartenenti
a diversi gruppi politici. La X Commissione attività
produttive è tornata nuovamente ad occuparsi della materia nel
corso della XII legislatura. Il relativo dibattito ha visto
emergere un orientamento favorevole alla necessità di
disciplinare il settore in modo tale da creare le premesse per
recepire nella maniera più adeguata una serie di iniziative
assunte in ambito parlamentare.
E' dalle risultanze di questo lavoro pregresso che occorre
dunque prendere le mosse per giungere all'approvazione di
un'organica legge in materia, obiettivo, quest'ultimo,
auspicato tra l'altro dalla stessa Corte costituzionale,
intervenuta in materia con un pronunciamento che ha posto in
evidenza la paradossale situazione di un Paese come il nostro
che, pur in assenza di una disciplina organica del settore,
vede dislocati sul proprio territorio quattro casinò
regolarmente funzionanti.
Le case da gioco, per troppo tempo demonizzate e
penalizzate da una legislazione eccessivamente restrittiva e
comunque fonte di trattamenti disomogenei, sono state
rivalutate dall'opinione pubblica che progressivamente ha
cominciato a privilegiarne la funzione ricreativa e la valenza
sotto il profilo della produzione di ricchezza. A ciò va
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aggiunto il ritorno in termini di sviluppo turistico e di
creazione di posti di lavoro che una casa da gioco sicuramente
realizzerebbe nella realtà territoriale in cui fosse
istituita. Ulteriori ragioni a sostegno della necessità di por
mano alla materia sono legate all'esigenza di spezzare quello
che è stato giustamente definito l'"oligopolio" di fatto
realizzato nel nostro Paese dalle case da gioco di Sanremo,
Saint Vincent, Venezia e Campione d'Italia nonché a quella di
fare del gioco un momento importante per il rilancio di realtà
territoriali le cui potenzialità non sono mai state sfruttate
nel modo migliore.
E' il caso di Benevento, capoluogo del Sannio e città di
antichissime memorie, molte delle quali ancora testimoniate da
monumenti e da reperti di incommensurabile valore. Nonostante
il ricco patrimonio che sarebbe in grado di offrire
all'attenzione di studiosi, esperti e visitatori, Benevento è
di fatto tagliata fuori dai circuiti turistici tradizionali e
stenta a decollare come fondamentale centro di interesse e di
attrattiva. Per il rilancio della città, cui con costanza ed
impegno si stanno dedicando gli amministratori locali, sono
quindi necessarie iniziative che, insieme a quelle culturali,
scientifiche e di interesse generale che vengono già
realizzate, siano capaci di attivare il volano del riscatto di
una realtà viva e laboriosa, che ha saputo vincere sfide
impegnative come quella, ultima in ordine di tempo,
dell'insediamento universitario.
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