| Onorevoli Colleghi! - E' a tutti ben noto come uno dei
tanti problemi che assillano la giustizia italiana sia
costituito dalla carenza degli organici dei magistrati, cui il
legislatore ha cercato di ovviare reclutando vice pretori
onorari, vice procuratori onorari, giudici di pace e,
prossimamente, vice pretori aggregati.
L'apporto dato, in particolare, dai vice pretori e dai
vice procuratori onorari alla giustizia civile e penale è
sicuramente prezioso e consente uno smaltimento più sollecito
delle pendenze e delle sopravvenienze nei vari uffici
giudiziari.
Il sacrificio e l'impegno di tali magistrati onorari non
sono adeguatamente ricompensati dallo Stato che eroga una
indennità di lire sessantamila per ogni udienza a ciascuno di
tali giudici e che si è riservato la possibilità di adeguare,
con cadenza triennale, l'ammontare di tale indennità in
relazione alla variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice
dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati,
verificatasi nel triennio precedente.
Ora, a prescindere dal fatto che nei primi sei anni di
vigenza della legge lo Stato non ha ancora adeguato tale
indennità che, dunque, rimane ancora nella misura
originariamente determinata, è evidente che il compenso
corrisposto ai magistrati onorari è, in rapporto alle
prestazioni fornite, del tutto inadeguato.
Con la presente proposta di legge, che riproduce lo schema
di un'analoga iniziativa promossa nel corso della XII
legislatura dal collega onorevole La Grua, si intende
aumentare a lire centomila l'indennità attualmente fissata in
lire sessantamila dall'articolo 4 delle norme approvate con
decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 273, e si prevede che
l'adeguamento di tale ammontare debba avvenire con cadenza
biennale, anzichè triennale.
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